Josè Rallo e Donnafugata: il vino, la musica i ricordi ed i sogni ancora da realizzare.

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Qualche tempo fa ho visitato con Angela Amoroso le cantine storiche di Donnafugata a Marsala, un viaggio affascinante dentro l’universo di una Famiglia che ha fatto e continuerà a fare la storia dell’enologia in Sicilia e nel Mondo.

Abbiamo incontrato Josè Rallo, in questa intervista realizzata da Angela Amoroso l’imprenditrice si racconta e ci parla del suo passato, del suo presente e del suo futuro, e di come tutto ciò sia fortemente interconnesso con l’azienda di famiglia.

Josè Rallo non ha dubbi: quando le chiedo quale sceglierebbe se fosse uno dei suoi vini risponde subito senza alcuna esitazione il Ben Ryé, il Passito di Pantelleria: “E un vino dolce, naturale ottenuto da dedizione e passione in un contesto di viticoltura eroica (le sue uve vengono coltivate a Pantelleria, in terreni che definire impervi è un eufemismo), virtù senza le quali credo non potrei eseguire il mio lavoro bene. Racchiude tutti i profumi e colori della Sicilia che io amo profondamente e nei quali mi rispecchio. E’ importante per via della sua straordinaria complessità ma anche giovanile e allegro per la sua proverbiale freschezza. Infatti lo abbino alla canzone brasiliana Branquinha di Caetano Veloso che amo molto: è allegra e sensuale”.

È così che rompiamo il ghiaccio; una donna elegante e solare, propensa al dialogo e al confronto, che è riuscita a coniugare l’amore per i suoi cari, la passione per la musica e l’impegno per l’azienda di famiglia trasformandoli nei capisaldi del suo progetto di vita.

Attualmente è la responsabile del controllo di gestione e alla guida della comunicazione Donnafugata. L’azienda, nata nel 1983 a Marsala, ha saputo rivoluzionare lo stile e la percezione del vino siciliano nel mondo. Oggi la percentuale maggiore dei vigneti (384 ettari in totale) si trova a Contessa Entellina, ma sono presenti anche a Vittoria, sull’Etna ed, ovviamente, a Pantelleria dal 1989.

Il nome Donnafugata fa riferimento al romanzo di Tomasi di Lampedusa, il Gattopardo. Un nome che significa “donna in fuga” e si riferisce alla storia di una regina che trovò rifugio in quella parte della Sicilia dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Una vicenda che ha ispirato il logo aziendale: l’immagine della testa di donna con i capelli al vento che campeggia su ogni bottiglia. Ma Josè Rallo si sente mai una “donna in fuga? “Certo. Ancora oggi ci sono delle regole imposte alle donne dalla società dalle quali bisogna fuggire o meglio bisogna superarle per crescere e dare il meglio di sé. E facendo questo si può anche diventare un modello per altre donne.”
Non le mancano certo la tenacia e la voglia di scardinare ciò che non funziona: “I limiti di quest’Isola possono diventare opportunità, ci vuole coraggio e una grande volontà di fare. Non bisogna aspettare che cambi qualcosa ma bisogna agire. Superare gli ostacoli fortifica e questo esercizio può diventare un vantaggio competitivo.

Da quando il padre è improvvisamente scomparso nel 2016, sono lei e il fratello Antonio – agronomo e wine-maker attento – ad occuparsi di tutto ciò che riguarda l’attività, con un carico di responsabilità inevitabilmente cresciuto, ma sia lei che il fratello possono sempre contare sull’apporto affettivo e concreto della madre Gabriella, ispiratrice, tra l’altro, delle fantasiose e originali etichette Donnafugata.
L’insegnamento più grande che ho ricevuto da mio padre – ci confida José – è sicuramente il coraggio di sviluppare nuove idee e di portare avanti con determinazione i propri progetti anche quando sembrano difficili da raggiungere. Valori che io cerco di passare anche ai miei figli perché indipendentemente da cosa si fa nella vita possono sempre servire.”

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Donna-imprenditrice capace di mettersi in gioco presentando i suoi vini anche nella veste di cantante  – tanto da riceve il Premio Bellisario 2002 per il suo contributo alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile – ha unito la sua passione per la viticoltura e per la musica attraverso il progetto Donnafugata Musica &Wine, nato da un’idea condivisa con il marito Vincenzo. “Siamo entrambi appassionati di jazz e musica brasiliana. La musica è trasversale e un linguaggio universale, comunica in maniera straordinaria con la gente. Così ho pensato perché non trasmettere la personalità dei miei vini tramite la musica?” Idea che ha riscosso e continua a riscuotere notevole successo.

Tre le parole chiave importanti per Josè e per l’azienda Donnafugata: “Sicuramente la sostenibilità perché bisogna sempre cambiare e pensare che c’è sempre da imparare e migliorare anche in questo ambito. Lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi, l’artigianalità in quanto produciamo vini eclettici e coerenti capaci di rendere felici chi li assaggia e la sensorialità intesa come l’emozione che proviene dall’assaggio del nostro vino, che resta nel cuore e nella mente.

Risultati importanti quelli raggiunti dalla famiglia Rallo, frutto di un buon lavoro svolto nel passato, mantenuto e accresciuto nel presente e proiettato al futuro, con nuovi obiettivi da raggiungere e sogni da realizzare; le risposte in questo caso sono da ricercare alle pendici dell’Etna: dal 2016 Donnafugata ha infatti iniziato a produrre in quell’angolo di Sicilia e, dopo il Cerasuolo e il Frappato, quest’anno è stato realizzato il rosso dell’Etna, presentato in anteprima al Vinitaly 2018.Questa è’ stata una grande sfida – ci racconta Josè – in quanto il nostro obiettivo è ovviamente quello di perseguire un prodotto di eccellenza enologica che però rispecchi anche lo stile Donnafugata. Ad oggi abbiamo 4 territori diversi – Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria ed Etna –  profondamente diversi tra loro per clima, suolo e varietà, ma da ognuno di essi nascono vini unici che rispecchiano al meglio il loro territorio d’appartenenza.”

Ci lasciamo con una domanda che apre nuove future prospettive di crescita, sviluppo ed enoturismo: Quale sarà il prossimo tassello da aggiungere a questa già ricca e variegata realtà siciliana?Vorremmo realizzare un luogo di accoglienza sull’Etna, accanto ai nostri vigneti e di fronte al vulcano. Un luogo per chi vuole visitare Donnafugata ed assaggiare i nostri vini, un luogo per raccontare e godere insieme le meraviglie dell’Etna.”

Angela Amoroso

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