Il nostro Paese ha oltre ottomila comuni e decine di migliaia di piccoli borghi, spesso dimenticati.
Fuori dai soliti itinerari caotici, esistono luoghi suggestivi e abbandonati da secoli, in cui riecheggiano le storie delle persone che li hanno abitati.
Luoghi che rappresentano la memoria d’Italia, in cui la bellezza, paesaggistica ed artistica, ne accentua l’importanza.

Accanto ad essi vi sono però borghi che hanno resistito allo scorrere del tempo, in cui le comunità si affidano ancora alle tradizioni del territorio senza rinunciare alla modernità.
Sono luoghi che pullulano di vitalità, tradizioni e iniziative sociali.
Umanità vive che poggiano solide radici nel passato con un occhio al futuro.
Tra i tanti esempi, lungo tutto lo Stivale, Porticello in provincia di Palermo, nel territorio di Santa Flavia, rappresenta un’eccellenza.
Su incarico di ComeUnaMarea onlus, ho avuto l’onore di prender parte all’iniziativa:” Borghi ed Aree interne: prospettive innovative per luoghi identitari “.
Tale iniziativa, sostenuta dal Dipartimento regionale delle attività produttive della Regione Sicilia, ha avuto come protagonista il borgo di Porticello, ed il suo comparto ittico, al centro di un Docufilm dal titolo: “Porticello il borgo marinaro tra sviluppo sostenibile e conservazione dell’identità culturale”.
Girato dai film-maker Manuele Cirà e Joshua Mineo, ha visto come protagonisti le bellezze del borgo e del suo mercato ittico ed è stato impreziosito dalle interviste al Dott. Giuseppe Miceli, assessore al Mercato Ittico del Comune di Santa Flavia

e all’operatore ittico Massimo Di Fiore, commerciante che da tempo immemore opera con il pescato porticellese.

