La panchina letteraria… i 10 libri della vita.

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Nuovo arrivo nella “famiglia” di Mare di Sicilia e dintorni, inauguriamo infatti una nuova rubrica, “la panchina letteraria” a cura di Antonella Silvestri, vi parlerà di libri, accompagnandovi in un viaggio di fantasia attraverso le atmosfere ed i personaggi di romanzi indimenticabili.

Ben arrivata!

 

“I libri? Non ricordo un momento della mia vita senza…

Mi rivedo a 6 anni, nascosta  in una magnifica poltrona stile bergère, dalle curve  avvolgenti, mentre  la mia adorata nonna  mi cercava dappertutto a gran voce.

Ma io non potevo sentirla, non ero lì… bensì nel mondo parallelo di un libro, totalmente assorbita, catturata dal personaggio o dall’ambiente descritto, appassionandomi a testi che spesso non sarebbero stati adatti alla mia età”.

 

I 10 libri della vita:

 

  1. Il Profeta di Khalil Gibran

Definito anche “Breviario per laici“ contiene 26 vibranti riflessioni del Profeta Almustafa, che dopo 12 anni di meditazione è pronto per lasciare la vita terrena, su gli aspetti fondamentali dell’esistenza .

Insostituibili definizioni ed esortazioni, permeate da un profondo senso religioso su come vivere appieno, cogliere l’essenza della nostra vita.

Per me folgoranti “L’Amore“ e “ I Figli “.

Da rileggere periodicamente.

 

  1. Cent’anni di Solitudine di Gabriel Garcia Marquez

Saga familiare, che riguarda 7 generazioni dei Buendìa e di personaggi ad essi collegati, a partire dal capostipite Jose’ Arcadio,fondatore  della città di Macondo.

Estate soffocante, i miei 17 anni e lo scontro con le verità contenute in questo libro, vissute come rivelazioni.

Macondo era lì, reale, (ho poi scoperto durante un viaggio in Colombia che  esiste davvero, corrisponde ad Aracataca) e le vite intrecciate dei Buendìa, nel dipanarsi del romanzo mi pressavano, per dimostrarmi che non dovevo temere la solitudine ,ma sceglierla .

Una lettura da abbracciare totalmente per poterne comprendere il messaggio.

 

  1. Sulla Strada di Jack Kerouac

Romanzo autobiografico, il cui tema principale è il viaggio, inteso come strumento per rompere gli schemi di una vita programmata, quale quella della borghesia americana anni ’50.

Manifesto della Beat Generation, lo regalerei ad un adolescente, per fargli conoscere il senso della ribellione alle convenzioni, all’immobilità.

 

  1. L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera

Quattro personaggi con le loro storie d’amore passionali e crude; sullo sfondo la Primavera di Praga.

Rivelatore documento sull’amore e sul dualismo di ogni cosa, penso debba essere letto in un momento particolare della propria vita, quello giusto… io ho compreso solo dopo di averlo fatto, quando l’intrecciarsi delle storie dei personaggi in un contesto ora storico, ora filosofico e psicologico, mi ha portato a riflettere sulla vita in modo diverso.

 

  1. Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Romanzo storico ambientato durante il Risorgimento, narra dei cambiamenti storico–sociali in Sicilia, successivi alla Spedizione dei Mille di Garibaldi.

“Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi “

Emblematica frase di Tancredi Falconeri, nipote del protagonista Don Fabrizio, Principe di Salina, che denota il cinismo di una classe dirigente abile a conservare i propri privilegi sfruttando nuove opportunità, in contrapposizione all’immobilismo e al disincanto del ceto aristocratico, che assiste impassibile e voluttuosamente al proprio declino.

Un indicatore per noi siciliani nel quale ritrovarsi e grazie al quale rinnovarsi.

 

  1. Il Leopardo di Jo Nesbo.

Harry Hole è fuggito dopo aver risolto un caso che ha toccato i suoi affetti piu’ cari.

Acconsentirà a ritornare ad Oslo e a combattere i suoi demoni, per risolvere l’ennesimo caso riguardante un serial killer che miete vittime con tecniche inusuali e quanto mai efferate e che sembra non commettere errori…

Graffiante, innovativo, trascinante.

Appartiene alla serie di Harry Hole, ruvido e dark investigatore, alcolizzato ma non per questo meno geniale.                            

Mi ha conquistata e ha fatto sì che non abbandonassi più il genere thriller /noir.

 

  1. Il Birraio di Preston di Andrea Camilleri.

Scritto nel 1995, si ispira ad un fatto realmente accaduto e descritto nell’ “Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76“ racconta con lo stile tipico dell’autore gli intrighi, i misfatti e vicende verificatesi successivamente all’inspiegabile decisione del Prefetto di Caltanissetta di inaugurare il teatro della città con la rappresentazione di  un’opera lirica sconosciuta ,Il Birraio di Preston per l’appunto.

Come non amarlo?

Per me il primo Camilleri, evocativo di atmosfere familiari e di un linguaggio straordinario, per molti peculiare dei personaggi, legati dalla ricerca del dialetto colto, ma che invece a me ricorda conversazioni nei salotti palermitani e il gusto del racconto scandito da teatrali pause.

Non solo Montalbano…

 

  1. Shantaram di Gregory David Roberts

Romanzo autobiografico.

Il titolo è il soprannome attribuito al protagonista, che in lingua marathi significa “uomo di pace “.

Narra la vita dell’autore che evade da un penitenziario australiano e si rifugia in India , dove fonda un ambulatorio gratuito per gli abitanti di uno slum, lavora per la mafia di Bombay e compie molte altre imprese ancora…

Nonostante non sia immune da una buona dose di prolissità, la romanzata epopea dell’autore riesce ad assorbire completamente il lettore, trasportandolo in luoghi e situazioni anche paradossali.

Magico, adrenalinico e balsamo per l’anima nello stesso tempo.

Per evadere.

 

  1. Il Cardellino di Donna Tartt.

Theo Decker ha 13 anni e vive a New York con l’amatissima madre, quando durante una visita al MET, un attacco terroristico lo priva per sempre di quel totale affetto.

Ora Theo è solo e fugge dal luogo dell’attentato, nascondendosi ai servizi sociali nel suo appartamento, in compagnia di un pacchetto, affidatogli da una delle vittime prima di morire, contenente un prezioso dipinto fiammingo raffigurante un cardellino legato ad una catenella.

Il quadro sarà l’unica costante durante la vita complicata del ragazzo.

Amo tutto di questo libro, ma in particolare la capacità di trasformarsi, con una scorrevolezza che non t’aspetti, toccando più generi letterari.

Un immenso dolore stravolge la vita del protagonista e lo trasforma gettandolo in un caos esistenziale che lo plasmerà, dove l’amata figura materna, rischiando di sbiadire lungo il percorso, sarà tuttavia l’unico appiglio, simbolicamente legata ad un quadro del pittore olandese Carel Fabritius , “ Il Cardellino “ appunto

Il quadro, dannazione prima e catarsi poi del protagonista, nell’accompagnare le fasi della sua vita, la rappresentano: il quadro è la menzogna, il dolore, la solitudine, il rapporto contorto con gli altri.

 

  1. Quadrilogia de l’Amica geniale Di Elena Ferrante.

Elena e Lila sono due bambine e abitano in un rione di Napoli, soffocato dallo scempio del dopoguerra e dalla piccola criminalità.

Le protagoniste, circondate da una molteplicità di altri personaggi, diventano ragazze e poi donne e l’autrice ne scandaglia l’animo durante un cinquantennio

Alla ribalta in seguito alla recente rappresentazione sul piccolo schermo del primo volume, i 4 volumi raccontano con un’intensità fuori dagli schemi l’amicizia tra le due protagoniste.

Un’amicizia indubbiamente vera, nell’accezione più pura del termine e quindi fuori da stereotipi, piena di contraddizioni, che si alimenta della natura umana, si rinnova e si macera, contro tutti ma più spesso contro se stessa.

Sullo sfondo l’amore logorante per un uomo e Napoli.

 

Antonella Silvestri.

 

 

 

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