Alta Brianza, la Lombardia che non immagini

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Per me che sono un siciliano doc, che da qualche anno vive ed ama follemente Milano, Lombardia fa rima con opportunità, lavoro ed amicizia.Raramente l’ho immaginata come un luogo in cui i ritmi lenti, le bellezze paesaggistiche ed artistiche e la buona cucina possano scalfire i ritmi frenetici della quotidianità vissuta a mille all’ora.

Ed ho sbagliato, lo ammetto.

Me ne sono reso definitivamente conto qualche giorno fa, dopo aver vissuto due giorni indimenticabili in Alta Brianza, per un blog tour in compagnia di colleghe ed amiche fantastiche.

Storicamente l’Alta Brianza è stata punto di riferimento per le gite “fuori porta” dei Milanesi: terra ricca laghi fiabeschi, spazi verdi ed eleganti Ville che raccontano storie e tradizioni davvero affascinanti.

Il nostro tour di due giorni è partito da Inverigo.

Secondo i geologi, lo sperone su cui sorge Inverigo segna il limite estremo dell’immenso ghiacciaio preistorico le cui acque, assieme al fiume Lambro, formarono un lago.

Ancora oggi, nell’argilla delle fornaci di Inverigo e dintorni si rinvengono fossili di pesci e impronte di vegetazione subacquea.

Oggi Inverigo è un luogo che porta in se la memoria di fasti passati ma che allo stesso tempo, come tutta l’Alta Brianza è proiettato verso un turismo sostenibile che alle bellezze artistiche affianca le bellezze naturalistiche.

5 cose da non perdere ad Inverigo:

Il Santuario di Santa Maria della Noce venne eretto sul sito dove nel 1501 era apparsa la Vergine tra i rami di un noce, secondo la tradizione popolare per soccorrere due fanciulli. I lavori di edificazione furono completati verso il 1660, grazie al volere della famiglia Crivelli e di S. Carlo Borromeo. La facciata dell’edificio, neoclassica, si presenta severa e pulita; l’interno, in stile dorico, ha un impianto a croce greca. La chiesa s’addossa ad una vecchia torre squadrata e massiccia in cotto, ora campanile, più antica del santuario.

Santa Maria della Noce

La Villa Crivelli è comunemente chiamata dagli abitanti di Inverigo Il Castello, a testimonianza della sua natura composita e del suo passato ruolo di centro del potere poliziesco e militare della regione.  Il complesso rappresenta un unicum poiché in esso vi si legge il passaggio architettonico e storico, avvenuto nel corso di quasi dieci secoli, da castrum medievale a dimora di famiglia aristocratica rurale e infine a villa di delizia, con un esteso giardino e varie cascine di pertinenza. Opera di Lopold Pollack, rappresenta una delle più antiche villve del patriziato milanese.

Giungendo a Villa Sormani nella tenuta di Pomelasca è difficile non rimanere colpiti dal panorama collinare e dall’atmosfera bucolica che vi si respira. Poco distante dalla caratteristica chiesetta rossa, possiamo ammirare l’elegante residenza nobiliare Villa Sormani, (purtroppo non visitabile). Degno di nota il grande parco della tenuta, ricco di boschi di carpini, castagni, pini strobi; dal quale apprezzare vedute panoramiche sul territorio circostante.

Tenuta Pomelasca

La Rotonda svetta sulla cima della più alta collina di Inverigo (376 slm). Diventata uno dei simboli del paese, è visibile e riconoscibile a distanza di vari chilometri da tutto il territorio brianteo per la caratteristica cupola emisferica da cui ha preso nome.

 E’ detta “la meraviglia della Brianza” per la grandiosità delle due facciate, la forza espressiva delle gigantesche cariatidi, la maestosità della sproporzionata cupola, dalla cui sommità il panorama è stupendo. Oltre all’imponenza dell’edificio e alla personalità dell’ideatore, il marchese Luigi Cagnola, celebre costruttore dell’Arco della Pace la rinomanza di questa villa è dovuta anche al grandioso parco, ai pini marittimi e ai cipressi che sono la caratteristica sempre verde del luogo.

La Rotonda

Tappa obbligatoria è certamente “Il Viale dei Cipressi”, dove ci si sente come dei re, quando, scortati da un esercito di cipressi perfettamente allineato, si percorre il viale seicentesco.

Soldati fedeli e disciplinati, dalle armature verde scuro e dalla forma affusolata ma al tempo stesso imponente, accompagnano il visitatore per quasi 2 chilometri di percorso… il più lungo d’Europa.

Il nostro tour è poi proseguito con la visita a Lurago, con Villa Sormani, costruita nel 1783 dal Conte Alessandro Sormani che volle riprodurre le linee architettoniche di una famosa residenza provenzale. Dai suoi giardini all’italiana, con molte piante esotiche e pregiate, si gode di uno splendido panorama sull’Alta Brianza. La villa è stata costruita sulle tracce di un edificio preesistente del quale rimane visibile una torre con finestra gotica e conserva tuttora intatta l’architettura esterna mossa dal motivo del doppio portico.

Villa Sormani

In zona è certamente da non perdere l’Oasi di Baggero, Un tempo in quest’area sorgeva una vasta cava per l’estrazione di marmo, materiale utilizzato nella produzione di cemento e, passeggiando tra i sentieri, alzando lo sguardo potrete vedere anche quella che un tempo era nota come cementeria di Merone; in seguito ad alcuni lavori di bonifica e recupero ambientale, nel 1980, nacque la riserva naturale, luogo perfetto per una passeggiata o per vivere la natura insieme ai vostri bambini.

Oasi di Baggero

Nel territorio di Baggero, è da visitare assolutamente la “Casa del Mulino”, risalente al 1722 era in uno stato di avanzato degrado e abbandono ed è tornato a funzionare, grazie all’impegno di chi lo gestisce, dopo un impegnativo intervento di recupero e valorizzazione; lo scopo principale è stato quello di riattivare il mulino, non più con fini produttivi, ma come testimonianza della memori storia fruibile all’intera comunità.

Inoltre l’energia prodotta dal movimento della ruota non viene sprecata, ma utilizzata come fonte energetica rinnovabile grazie all’istallazione di una micro centrale elettrica. In questo modo il progetto di recupero, denominato “Radici per l’Innovazione”, assume le caratteristiche di un progetto pilota, ideale per diffondere la cultura delle energie rinnovabili utilizzando senza forzature la naturale espressione delle acque fluviali, molto interessante inoltre il museo che raccoglie i vecchi arnesi utilizzati anticamente da chi vi lavorava.

Casa del Mulino

Di grande impatto, nel territorio della vicina Merone è senza dubbio “Cavo Diotti”, la diga più antica d’Italia ancora in funzione, è composta da un primo tratto di canale a cielo aperto, da un edificio ospitante il sistema di regolazione del flusso e da un canale interrato. Fu progettata dall’avvocato milanese Luigi Diotti con l’intento di collegare il fiume Lambro al Lago di Pusiano e favorire in tal modo l’attività della pesca, l’irrigazione delle terre anche nei mesi estivi e il funzionamento dei mulini posti a valle, soprattutto nei periodi di secca del Lambro.

Affascinati dalle bellezze di Baggero e dall’ingegneria del “Cavo Diotti”, la nostra visita è proseguita verso la bellezza senza tempo di “Villa Carcano” ad Anzano del Parco.

Il Parco e la Villa Carcano costituiscono infatti un esempio splendido delle residenze e dei giardini di delizia della fine settecento.
La visita del Parco si svolge nel fascino e nella quiete di un grande, antico giardino privato: tra grandi alberi, arbusti e fioriture in un paesaggio verdeggiante che arriva alle  montagne. Importanti la collezione di ortensie, le antiche e nuove magnolie e le rose intorno alla villa.

Nell’officina meccanica furono costruite le prime motociclette in Italia (con il motore Carcano) ed un auto nel 1898; nel Parco fu realizzata  la piccola centrale elettrica ed il trenino per i trasporti interni.

La Villa viene fatta erigere negli anni 1794-1796 da Alessandro Carcano su progetto di Leopoldo Pollack. Con un unico corpo di fabbrica compatto di forma rettangolare, presenta sul lato sud, un volume a pianta ellittica caratteristico dell’architetto di origini viennesi.

Villa Carcano

Altra tappa fondamentale del nostro tour brianzolo è stata certamente la città di Erba, sorta in epoca pre romana, è conosciuta tra le altre cose per la bellissima Chiesa di Sant’Eufemia, con la sua torre alta 33 metri, rappresenta un unicum da visitare assolutamente.

Chiesa di Sant’Eufemia

Ma se le attrattive artistiche del territorio sono certamente tante e davvero indimenticabili, non sono da meno i laghi che sorgono nel territorio:

Lago di Pusiano

Quello di Pusiano (o Eupilii) è forse lo specchio d’acqua più bello tra i cinque laghetti briantei.
Di origine glaciale, è posto mediamente a 257 m slm, ha una superficie di 5.2 Kmq e la profondità massima è di 27 m. E’ delimitato a nord dalle pendici del Cornizzolo, mentre a sud da basse colline, anch’esse di origine morenica.

L’intero bacino fa parte del Parco Naturale della Valle del Lambro ed è, quindi, una zona protetta. Nel 2005 il comune di Bosisio Parini ha acquistato il battello “Vago Eupilii” (un POONTONBUS 380 che può trasportare fino a 55 persone) grazie al quale è possibile fare il giro completo del lago della durata di circa un’ora, così da ammirare da vicino tutte le bellezze che esso offre: è infatti questa una zona dal punto di vista sia naturalistico che paesaggistico estremamente interessante: oltre alla classica flora e fauna lacustre, è possibile vedere dall’imbarcazione l’isola dei Cipressi e la foce del Lambrone; a tutto questo fanno poi da cornice l’imponente monte Cornizzolo e tutte le altre montagne dell’alta Brianza.

La partenza avviene dall’imbarcadero di Bosisio proprio vicino alla passeggiata sul lungolago e i biglietti sono da acquistare in loco pochi minuti prima dell’imbarco. Per i prezzi e gli orari vi rimandiamo direttamente alla apposita pagina del sito del comune di Bosisio.

Lago di Alserio

Passeggiando sulle sponde è possibile ammirare le diverse darsene, mentre, se avete voglia di camminare vi potete avventurare nella spettacolare passeggiata della Buerga, un sentiero naturalistico che vi permetterà di ammirare le bellezze del bacino e della natura lussureggiante intorno.

Lago del Segrino

Il lago del Segrino a pochi minuti di auto da Lecco è un’oasi verde con un bacino d’acqua considerato il più pulito d’Europa.
Ai piedi del monte Cornizzolo, immerso nel Parco del Segrino, si snoda l’anello ciclo pedonale che abbraccia il lago lungo il suo perimetro per circa 5 km.

Una volta parcheggiata l’auto si può partire per vivere, in sella alla vostra due ruote (ve lo consiglio), oppure a piedi, questo percorso incontrando ambienti naturalistici unici, tra cui uno spettacolare canneto, dove sarà possibile vedere i tipici volatili d’acqua dolce.

Potrete godere anche dell’eleganza delle ninfee bianche che galleggiano sulle acque e di una flora e fauna ricchissime, tra cui un grande patrimonio ittico e molti anfibi.
Un itinerario per rilassarsi godendo di un paesaggio naturalistico speciale.

Dove e cosa mangiare in Alta Brianza?

L’Agriturismo Buena Vista Social Golf si trova ad Anzano del Parco nella fattoria dove nacque la Fattoria Scaldasole e venne creato il primo yogurt biologico, dolce e cremoso da tutti considerato il più buono.

Oggi oltre ad un golf club con 9 buche, è la sede di un ristorante che vi conquisterà, piatti ricercati che però non tralasciano la tradizione, noi abbiamo mangiato tra le altre cose un risotto indimenticabile…

Immerso nella splendida cornice del lago di Pusiano, il Ristorante Negri contribuisce alla tradizione culinaria lariana dal lontano 1904. Da quattro generazioni la famiglia Negri è impegnata nel proseguimento di tale tradizione svolgendo ininterrottamente la propria attività gastronomica.

Oltre ai piatti di carne il Ristorante offre varie specialità di pesce di lago, come vuole la tradizione lariana. Su tutte, il risotto con filetti di pesce persico è sicuramente la più rinomata. Altri piatti tipici sono il lavarello, il salmerino ed i caratteristici “misultin”.

Durante la bella stagione, si può godere del paesaggio della zona grazie alla terrazza sul lago. 

Il “Ristorante al Glicine”, sorge in uno dei luoghi più ameni e panoramici di Erba, all’imboccatura della Riserva Naturale Regionale della Valle Bova con vista delle Grigne e dei Corni di Canzo, dei laghi Alserio e Pusiano. 

Il giovane chef Alessandro, continua la tradizione di famiglia con una cucina sincera, fatta di ottime materie prime, salumi e formaggi del territorio e carni deliziose cucinate con grande maestria, da provare assolutamente la “fiorentina” di scottona ed il risotto lime e menta.

Dove dormire in Alta Brianza?

Noi abbiamo dormito nel bellissimo hotel “Il Corazziere” a Merone, servizio eccellente, camere confortevoli, ottima colazione ed una bellissima piscina di cui approfittare perché no, dopo una giornata di lunghe passeggiate.

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